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     "LA VERONICA" - BREVE RASSEGNA STAMPA

PRESENTAZIONE DELLA VERONICA
LA PROVINCIA DI COMO - VENERDI' 22 SETTEMBRE 2000

ARTE E RELIGIONE. Autore dello "scoop" è il pittore Ernesto Solari, insegnante di educazione artistica alla scuola media "Aldo Moro" di Prestino
Ritrovata la Veronica, il "vero volto" di Cristo, La Vera Icona conservata in San Pietro fino al 1527 e poi scomparsa.
Una presunta copia del dipinto scomparso nel 1600 è stata scoperta da un comasco a Forlimpopoli

"Ho trovato il vero volto di Cristo". Si dice quasi certo dello "scoop" il pittore comasco Ernesto Solari, che insegna educazione artistica alla scuola media "Aldo Moro" di Prestino. Quest'estate, infatti, a Forlimpopoli, dove è stato protagonista di una mostra su Padre Pio, ha scovato un dipinto che ha tutte le caratteristiche della "Veronica", l'effigie che, secondo antica tradizione, viene ritenuta il "vero volto di Cristo", e di cui da circa quattro secoli si erano perse le tracce.
La leggenda vuole che sia stata una donna di nome Veronica ad asciugare il volto di Gesù durante il Calvario con un telo. Su quel pezzo di stoffa sarebbe rimasta impressa l'immagine del figlio di Dio e per questo esposto e venerato nella basilica di San Pietro dal XII secolo fino al XVII. La reliquia impressionò Dante e Petrarca, che le dedicarono dei versi, ma poi, dopo l'ostensione del 1601 (al termine dell'anno Santo 1600), non fu più possibile venerarla perché nel 1606 venne demolita la cappella che era stata costruita per la sua esposizione da Papa Giovanni VII. Portata negli archivi vaticani, scomparve senza lasciare traccia dal 1606. L'allora pontefice Paolo V, dopo qualche anno, nel 1616, ne fece realizzare alcune copie autenticate dal suo sigillo in ceralacca.
Un illustre docente della Pontificia Università Gregoriana, padre Pfeiffer, sostiene che il sacro velo sia stato portato a Manoppello (Pescara), dove la sua venerazione è nota proprio dal 1608. L'illustre sacerdote afferma che la "Veronica" venne tenuta nascosta perché il successore di Paolo V, papa Urbano VIII, fece distruggere tutte le copie per eliminare l'usanza dei pellegrini di commissionare immagini di Cristo.
"Se ne deduce - sostiene Solari -che quelle copie fatte eseguire da Paolo V scomparvero dalla Chiesa di S. Pietro e dal Vaticano, probabilmente, alcune di queste, finirono però in case private, come quella dove ho fatto a mia scoperta, a Forlimpopoli". Ma che prove ci sono che questa possa essere davvero una delle copie realizzate nel 1600? "In basso a sinistra - sottolinea il pittore comasco - c'è il sigillo di ceralacca di Paolo Ve sotto una scritta in latino, che indica quella come la vera effigie di Cristo"".
La scoperta di Solari è avvenuta per caso: un visitatore della sua mostra l'aveva invitato a casa per fargli vedere un ritratto di Padre Pio e, accanto a quello, era appesa la presunta "Veronica", di cui il legittimo proprietario ignorava il significato. Un ritrovamento destinato a suscitare dibattiti, visto che il Volto di Forlimpopoli è molto diverso da quello di Manoppello. Solari ha subito scritto agli Uffizi di Firenze e ai musei vaticani per segnalare il suo "scoop" e sapere se esistano altre copie di quella tela. Ha mandato una fotografia anche a Torino, chiedendo che venga confrontato il voIto spuntato in Romagna con quello della Sindone.
"Il proprietario della copia della "Veronica" - insiste Solari- mi ha raccontato che la sua famiglia la ricevette in dono dal cardinale Enrico Orfei, già arcivescovo di Ravenna, neI '700. È altamente probabile che qualche alto prelato avesse sottratto alcune tele alla distruzione imposta da Urbano VIII".
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CORRIERE DI COMO: VENERDI' 8 SETTEMBRE
RITROVAMENTI
la "Veronica" di Solari, specchio della Sindone


Ritrovata a Forlimpopoli un'immagine storica della Veronica. La scoperta si deve all'artista comasco Ernesto Solari, che fino a domani espone le sue tele dedicate a Padre Pio proprio a Forlimpopoli e ha rinvenuto il dipinto in una collezione privata. Si tratta di una copia su tela della famosa Veronica che era già dal Xll secolo in San Pietro a Roma, e che fu meta religiosa per migliaia di pellegrini, quindi, dopo l'ostensione del 1601. impossibile da venerare perché, nel 1608 venne demolita la cappella che era stata costruita per la sua esposizione. Portata negli Archivi Vaticani, scomparve senza lasciare traccia.
L'allora Pontefice Paolo V, nel 1616, ne fece realizzare alcune copie autenticate dal suo sigillo in ceralacca (che è presente, secondo Solari, nella copia forlimpopolese). "Padre Pfeiffer, illustre docente della Pontificia Università Gregoriana in Vaticano - spiega l'artista lariano - essendo a conoscenza della presenza, a Manoppello, del Sacro Velo dal 1608, ha collegato i due fatti, ma senza alcuna prova concreta. Egli afferma che il sacro velo venne tenuto nascosto perché il successore di Paolo V, Urbano VIII fece distruggere
tutte le copie della Veronica per eliminare l'usanza dei pellegrini di commissionare dai canonici le immagini di Cristo. Se ne deduce quindi che quelle copie fatte da Paolo V scomparvero dalla Chiesa di S.Pìetro e dal Vaticano. Probabilmente, alcune finirono però in collezioni private". Quella di Forlimpopoli, secondo Solari è appunto una delle rare copie in grado di testimoniare l'esistenza della Veronica Vaticana. Ma non solo. Da un primo rapido esame - spiega Solari - è possibile capire se esiste una rassomiglianza con l'Uomo della Sindone e con il Volto di Manoppello. Ebbene chiunque può notare la presenza di diversità evidenti sia rispetto all'uomo della Sindone che al Sacro Volto di Manoppello. Potrebbero però emergere anche interessanti elementi relativi alla Sindone: mi riferisco in particolare al segno a goccia e forma di "3" sulla fronte, tipico del Lenzuolo venerato a Torino". Lo studioso lariano ha in questi giorni contattato il Centro di Sindonologia di Torino per proporre un raffronto tra la Sindone e il dipinto di Forlimpopoli, e si è rivolto a numerosi enti museali e critici d'art'e per verificare l'esistenza di altre copie della Veronica vaticana.
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Il Settimanale della Diocesi - 16 settembre
COPIE CELEBRI. IMPORTANTE SCOPERTA DI UN COMASCO A FORLIMPOPOLI
IL pittore Ernesto Solari, insegnante presso la scuola media Aldo Moro di Breccia, si è reso protagonista, qualche settimana fa, di un prezioso ritrovamento
Se le successive verifiche ne confermeranno a pieno l'autenticità, potrebbe rivelarsi una scoperta senza precedenti. Stiamo parlando del ritrovamento a Forlimpopoli di una delle copie su tela della famosa Veronica presente (già dal XII secolo) presso la Basilica di San Pietro a Roma. La tradizione vuole che fu una donna di nome Veronica ad asciugare il volto di Gesù durante il suo Calvario. Sul telo utilizzato per arrecare il pur minimo sollievo all'uomo della croce rimase impressa l'immagine del volto. Il prezioso telo fu per secoli oggetto di venerazione in San Pietro per migliaia di pellegrini. Poi, dopo l'ostensione del 1601 (al termine dell'anno Santo 1600) non fu più possibile venerarla a seguito della demolizione della cappella costruita per la sua esposizione. Portata negli archivi vaticani scomparve senza lasciare traccia dal 1606. L'allora pontefice Paolo V, qualche anno dopo, nel 1616, ne fece realizzare alcune copie autenticate dal suo sigillo in ceralacca. Questo sigillo è presente anche nella copia forlimpopolese.
~Quella di Forlimpopoli- dichiara Ernesto Solari - è una delle rare copie (e oggi forse l'unica) che possa testimoniare l'esistenza della Veronica vaticana. Come la storia dell'arte ci insegna, sono state proprio le copie realizzate a distanza di pochi anni a riportare le testimonianze più veritiere su opere scomparse..., è pertanto logico pensare che la copia forlimpopolese della Veronica ci dia un'immagine simile all'originale che era in Vaticano. Da un primo rapido esame è possibile riconoscerne le caratteristiche fisiognomiche e quindi capire se esiste una rassomiglianza con l'uomo della Sindone e col Volto di Manoppello. Ebbene, a mio avviso, chiunque può notare la presenza di diversità evidenti sia rispetto all'uomo della Sindone che al Sacro Volto di Manoppello. Questa constatazione potrebbe già essere sufficiente per confutare la recente affermazione dell'illustre Padre prof. Pfeiffer (docente della Pontificia Università Gregoriana in Vaticano) secondo la quale l'originale della Veronica Va-ticana è proprio lo stesso volto riapparso nel 160~ a Manoppello (PE) nel Santuario del Santo Velo Dallo studio ulteriore d questo importante ritrovamento forlimpopolese (appartenente a una col lezione privata) potrebbero emergere anche interessanti elementi relativi
alla Sindone e quindi rivelarsi necessario un confronto con l'uomo sindonico~'.

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il Resto del Carlino Domenica 20 agosto 2000
   
Forlimpopoli Ernesto Solari espone la sua tesi sul rinvenimento della famosa reliquia scomparsa da secoli
Riappare il volto della Veronica

    di Enrico Zavalloni

Le referenze

Cosa dice padre Pfeiffer su velo e volto.
Il Velo di Manoppello è la Veronica, il velo con- l'immagine di Gesù Cristo che si trovava una volta in San Pietro a Roma e di cui dal XVII secolo misteriosamente non si hanno più notizie. Il volto su una delle bende di Torino, le othonia,e il volto del velo, il cosiddetto Soudarion combaciano perfettamente perché entrambi i tessuti erano adagiati sulla salma di GesÙ. I tratti sono gli stessi: viso ovale leggermente rotondo e asimmetrico, capelli lunghi, un ciuffo di capelli sopra la fronte, la bocca leggermente aperta, lo sguardo rivolto in alto; e sono quelli che hanno influenzato nei secoli l'iconografia cristologica. Riferimenti Ernesto Solari via Santerno, 3 Forlimpopoli. Tel.: 0543.742379.
e-mail ernsola@tin.it 
   
"Si potrebbe pensare che una forma di energia sconosciuta abbia impresso sui teli delle macchie che l'occhio percepisce come un' immagine compiuta". Le parole sono di Ernesto Solari e fanno riflettere.    Un evento da indagare? Andiamo con ordine, partendo dalla serata del 18 agosto, quando è stata effettuata, nella chiesa dei Servi di Forlimpopoli, davanti ad un folto pubblico, il primo incontro con Ernesto Solari, autore della Mostra Padre Pio e i suoi Papi", sul tema Padre Pio e la Sindone.
Alla presenza del sindaco Maurizio Castagnoli, del vicesindaco e dei rappresentanti di associazioni culturali, delle Parrocchie e di alcuni gruppi
di Preghiera, Solari ha presentato la sua tesi sulla Sindone, già accolta al Centro Studi Torinesè di Sindonologia. A conclusione della serata ha mostrato la copia della Veronica scomparsa da S.Pietro nel 1606 e che secondo alcuni potrebbe essere poi riapparsa a Manoppello. "Grazie a questa copia effettuata da Papa Paolo v - ha detto Solari- è oggi possibile confutare questa possibilità". Ma di che cosa si tratta? "E' una copia su tela della famosa Veronica che si trovava già dal XII secolo presso la Basilica di San Pietro a Roma.
Questa era stata una meta religiosa per migliaia di pellegrini. Tanto da essere citata da Dante nel canto 31 del Paradiso". Accadde però che, dopo l'ostensione del 1601 (al termine dell'anno Santo 1600) non fu più possibile vene-rada perché nel 1608 venne demolita la cappella che era stata costruita per la sua esposizione da Papa Giovanni VII e decorata con dei mosaici nel 705. Nello stesso anno si persero le tracce a Costantinopoli di una importante reliquia che veniva chiamata Acheiropoitos il cui significato è di Arte Divina e in alcuni racconti o poesie era descritto come un velo con il volto di Cristo né dipinto né tessuto e quindi di mano Divina . "Padre Pfeiffer a tale proposito afférma che l'impronta , del santo Velo di Manoppello e quella della Sindone non sono prodotte da nessuna tecnica conosciuta" dice Solari.
E qui si consuma il mistero. Portata negli Archivi Vaticani scomparve senza lasciare traccia dal 1606. . L'allora Pontefice Paolo V, dopo qualche anno, nel 1616, ne fece realizzare alcune copie autenticate dal suo sigillo in ceralacca (presente nella copia Forlimpopolese).
Padre Pfeiffer essendo a cono-scenza della presenza a Manoppello del sacro Velo dal 1608 ha collegato i due fatti ma senza alcuna prova concreta. Egli afferma che il sacro velo venne tenuto nascosto perchè il successore di Paolo V, Papa Urbano VIII fece distruggere tutte le copie della Veronica per eliminare l'usanza dei pellegrini di commissionare dai canonici le immagini di Cristo. Se ne deduce che quelle copie fatte da Paolo V scomparvero dalla Chiesa di S. Pietro e dal Vaticano. Probabilmente, alcune di queste, finirono però presso privati. Questa di Forlimpopoli è una di quelle rare copie (forse l'unica) che possa testimoniare l'esistenza della Veronica Vaticana. "Come la storia dell'arte ci insegna- spiega Solari-, sono state proprio le copie realizzate a distanza di pochi anni a riportare le testimonianze più veritiere su opere scomparse: pensiamo alla Battaglia di Anghiari di Leonardo, alle numerose copie del Cenacolo effettuate dai giovani allievi..., è pertanto logico pensare che la copia forlimpopolese della Veronica ci dia un'immagine simile all'originale che era in Vaticano". Da un primo rapido esame è possibile riconoscerne le caratteristiche fisiognomiche e capire se esiste una rassomiglianza con l'uomo della Sindone e col <volto di Manoppello. "Chiunque può notare la presenza di diversità evidenti sia rispetto all'uomo della Sindone che al Sacro Volto di Manoppello.
Questa constatazione potrebbe già essere sufficiente per confutare la recente affermazione di Pfeiffer, docente della Pontificia Università Gregoriana in Vaticano, secondo la quale l'originale della Veronica è proprio lo stesso volto riapparso nel 1608 a Manoppello nel Santuario del Santo Velo. Dallo studio ulteriore di questo importante ritrovamento Forlimpopolese (appartenente a una collezione privata) potrebbero emergere anche interessanti elementi relativi alla Sindone, quindi rivelarsi necessario un confronto con l'uomo Sindonico


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Corriere di Forlì Domenica 20 Agosto FORLIMPOPOLI -
Presentata alla Chiesa dei Servi la mostra di Solari
IL MISTERIOSO VELO DELLA VERONICA
Quando l'arte cerca di spiegare i segreti della fede

FORLIMPOPOLI
-Nella serata di venerdì è stata effettuata, nella Chiesa dei Servi di Forlimpopoli, un incontro con Ernesto Solari, autore della mostra "Padre Pio e i suoi Papi", sul tema Padre Pio e la Sindone. Alla presenza del sindaco e del vicesindaco e dei rappresentanti di associazioni culturali, delle parrocchie e di alcuni gruppi di preghiera, Solari ha presentato la sua tesi sulla Sindone, già presentata al Centro Studi Torinese di Sindonologia e a conclusione della serata ha mostrato ai presenti un'opera davvero eccezionale, la copia del 1616 della Veronica scomparsa da San Pietro nel 1606 che secondo alcuni potrebbe essere poi riapparsa a Manoppello. Solari ha affermato che, grazie a questa copia effettuata per volere del Papa
Paolo V, è oggi possibile confutare tale possibilità. Si tratta di una copia su tela della famosa Veronica che si trovava (già dal XII secolo) alla Basilica di San Pietro a Roma. Questa era stata una meta religiosa per migliaia dl pellegrini (Dante la dia nel canto 31 del Paradiso) poi, dopo l'ostensione del 1601 (al termine dell'anno Santo 1600) non fu più possibile venerarla perché nel 1608 venne demolita la cappella che era stata costruita per la sua esposizione da Papa Giovanni VII e decorata con dei mosaici nel 705 (nello stesso anno si persero le tracce a Costantinopoli di una importante reliquie veniva chiamata Acheiropoitos il cui significato e di Arte Divina e in alcuni racconti o poesie era descritto come un velo con il volto di Cristo nè dipinto nè tessuto e quindi di mano Divina. Si potrebbe dunque pensare 'che una forma d'energia sconosciuta abbia impresso sui teli delle macchie che l'occhio percepisce come un'immagine compiuta. Portata negli Archivi Vaticani, scomparve senza lasciare traccia dal 1606. L'allora Pontefice Paolo y dopo qualche anno, nel 1616, ne fece realizzare alcune 'copie autenticate dal suo sigillo in ceralacca (presente nella copia Forlimpopolese). Padre Pfeiffer essere a conoscenza della presenza a Manoppello del sacro Velo dal 1608 ha collegato i due fatti ma senza alcuna prova concreta. Egli afferma che il sacro velo venne tenuto nascosto perché il successore di Paolo V Papa Urbano VIII fece distruggere tutte le copie della Veronica per eliminare l'usanza dei pellegrini dl commissionare dai canonici le immagini di Cristo. Se ne deduce quindi che quelle copie fatte da Paolo V scomparvero dalla Chiesa di &Pietro e dal Vaticano. Probabilmente, alcune di queste, finirono però presso privati. Questa di Forlimpopoli dovrebbe essere una di quelle rare copie.

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GIORNALE DI COMO - SABATO 23 SETTEMBRE
INCREDIBILE Le somiglianze tra questo volto e quello della Sindone
NEL COMASCO UNA SCOPERTA UNICA
Lo studioso Ernesto Solari ha trovato una copia della Veronica

COMO - E' in attesa di una risposta da parte del Vaticano e anche del Centro di sindologia, ma Ernesto Solari, ricercatore e studioso comasco, è sicuro di aver fatto una scoperta unica. "Sono venuto in possesso di una copia della Veronica e ho notato che ci sono moltissimi punti in comune tra questo dipinto e la "Sacra Sindone". Per coloro che non seguissero da vicino le vicende del sacro lino, Solari ricostruisce con semplicità e chiarezza le vicende della Veronica: "Il drappo su cui venne asciugato il volto di Cristo arrivò a San Pietro intorno all'anno Mille e subito venne allestita una cappella per la sua esposizione. Nel 1600 venne portata negli archivi vaticani, da dove scomparve senza lasciare alcuna traccia. Fu papa Paolo V, dopo qualche anno, a far realizzare alcune copie autenticate dal suo sigillo in ceralacca? Ma il pontefice successivo, Urbano VIII, fece distruggere anche tutte le copie, perché era contrario al culto delle immagini del volto di Cristo.
Eppure qualche prelato un po' più furbo riuscì a salvare qualche copia, tanto che una di esse è capitata proprio tra le mani dello studioso comasco: "Quella che ho trovato io potrebbe essere l'unica copia esistente, quindi l'unica testimonianza reale del volto di Gesù Cristo". Ma cosa centra la Veronica con la Sindone? Secondo Ernesto Solari l'esistenza dell'una potrebbe comprovare l'autenticità dell'altra:" Tra le due immagini ci sono delle somiglianze incredibili, tra cui risalta la macchia di sangue a forma di tre che c'è a destra sulla fronte del volto di Cristo. Questa da sola potrebbe testimoniare il legame che esiste con la Sindone. Sovrapponendo le due immagini, comunque, ho scoperto che hanno moltissimi elementi in comune. L'unica diversità sta nella barba, che nella Veronica è tripartita, mentre nel lino sacro è bipartita, ma potrebbe essere anche un effetto dello schiacciamento del lenzuolo sul corpo di Gesù".
Somiglianze che invece non esistono tra la Sindone e il Volto di Manoppello che in passato venne messo in relazione con il sacro lino. La sensazionale scoperta effettuata da Solari potrebbe dunque aprire un nuovo capitolo negli studi della Sindone:" Ci sono grosse aspettative intorno alla Veronica e anche per questo ho deciso di sottoporre i miei studi al Centro di sindonologia. Quella che è in mio possesso potrebbe essere l'unica copia esistente, visto che, come detto, il papa le ha fatte distruggere tutte. Pensi che io l'ho trovata vicino a un immagine di Padre Pio, mentre effettuavo degli studi del legame esistente tra il santo di Pietrelcina e la Sindone. Deve essere stato un segno del destino..."

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